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BUS 13 – BOLOGNA

Martedì: primo giorno della settimana per me… la sveglia segue il solito ed immutabile rituale:quattro sveglie spente l’una dopo l’altra, salto fuori dal letto con ancora gli occhi semi chiusi, coccole alla Franca che in quel momento sta ancora dormendo sul divano, doccia, colazione, passeggiata con Franca e l’immancabile 13.

Il 13 è il bus con il quale mi reco al lavoro, è lo stesso bus che da bambino prendevo per andare a trovare mamma al lavoro in via Saffi, il medesimo che prendevo per andare a scuola e poi d’estate all’acqua azzurra solamente fino a via del triumvirato e poi a piedi…

Mi fa sorridere come un semplice bus possa raccontare la storia di una persona come me e come tante altre che in comune hanno e magari continuano ad avere il bus.

Il bus è come il ritrovo del bar degli amici, ma qui nessuno si è mai scambiato realmente quattro chiacchiere:una volta ci si salutava ora non più.

Gli sguardi delle persone sul bus sono tutti altrove a parte un chiacchiericcio di sottofondo di ragazze che vanno a scuola o probabilmente l’hanno bucata dato l’orario.

Quando facevo fuga a scuola andavo a recuperare Annamaria alle Laura Bassi in moto e ce ne andavamo a fare un giro ora sulla Futa e a volte ai Sassi di Rocca Malatina. A ripensarci adesso a distanza di quasi 22 anni posso dire che ci siamo divertiti! Ora lei è mamma di tre ragazzi e probabilmente gli avrà detto che la scuola non si buca e loro probabilmente non si immaginano che lei era la prima a girare le spalle al portone delle magistrali per andare a fare un giro.

Sono quasi arrivato al lavoro, oggi voglio programmare il nuovo menu, lavoro impegnativo in quanto si decide la linea da seguire per i prossimi tre mesi. Vi auguro una buona giornata e buon lavoro!

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